venerdì 12 agosto 2016
martedì 2 agosto 2016
#RoadToRio - Da Riccione a Copacabana. L'atletica dell'Emilia-Romagna a Rio
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| Margherita Magnani |
Se si escludono il maratoneta Stefano La Rosa (proveniente dalle fila dell'Atletica Grosseto) e il marciatore Matteo Giupponi (bergamasco Doc), entrambi tesserati per il Centro Sportivo Carabinieri di Bologna, sono quattro gli atleti cresciuti in club dell'Emilia-Romagna, tutti alla prima esperienza a cinque cerchi, che vedremo impegnati nelle gare olimpiche che prenderanno il via il 12 agosto.
La prima a scendere in pista sarà la mezzofondista Margherita Magnani sui 1500 metri, la più esperta della compagnia a livello internazionale.
La Magnani, cresciuta nel vivaio dell'Atletica Endas Cesena, da qualche anno fa parte della scuderia che Vittorio Di Saverio segue alle Fiamme Gialle e ha un personale di 4.06.05 ottenuto nel 2014 al meeting belga di Heusden Zoelder.
Per lei l'obiettivo è quello di superare le batterie di sabato 13 agosto (1.30 di notte, ora italiana), tutt'altro che una chimera se dovesse avvicinare il suo stagionale di 4.07.91, ottenuto ancora una volta nella cittadina fiamminga lo scorso 16 luglio.
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| Eugenio Rossi |
Il 2.27m che ha superato lo scorso anno a Caprino Veronese fa di Eugenio Rossi il sammarinese più forte di tutti i tempi nell'atletica leggera, quante possibilità ci sono che possa diventare il primo a raggiungere una finale olimpica?
Il traguardo è molto ambizioso. Rossi ha preparato al meglio questa occasione insieme al suo allenatore Giulio Ciotti, ma il dodicesimo posto delle graduatorie mondiali è attualmente a quota 2.31m (guarda caso proprio il personale di Coach Ciotti). Senza azzardare troppo si può ipotizzare che la quota che darà la qualificazione sarà compresa fra i 2.26m e i 2.29m, quindi per il sogno della finale servirebbe il personale, pochi errori alle quote più basse e un po' di fortuna. "Sono molto emozionato - ha raccontato il sammarinese- questa è la prima volta alle Olimpiadi sia per me che per il mio allenatore. Sto molto bene e punto ad arrivare in alto. Spero di poter contare anche sul tifo degli sportivi italiani oltre che su quello dei sammarinesi". Noi incrocieremo le dita per lui all'1.30 di notte del 15agosto.
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| Ayomide Folorunso |
Qualche ora di sonno per recuperare la notte insonne e alle 16.30 dello stesso giorno sarà il turno di Ayomide Folorunso, ex Cus Parma attualmente in forza alle Fiamme Oro. Vent'anni ancora da compiere, l'allieva di Maurizio Pratizzoli si presenta in Brasile per mettere la ciliegina sulla torta di una stagione assolutamente spettacolare: titoli nazionali indoor e outdoor assoluti e di categoria, minimo olimpico e quarto posto agli Europei di Amsterdam con quel 55.50 che rappresenta anche il primato italiano under 23. Si può chiedere altro? Sì, di superare almeno il primo turno.
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| Eseosa Desalu |
"Ayo" ha tutte le possibilità di farcela, ma molto dipenderà anche dalla composizione della batteria e dalla corsia che le capiteranno in sorte.
A Eseosa "Fausto" Desalu, il calendario ha riservato il ruolo di ultimo a entrare in scena e anche il compito più difficile. I suoi 200 metri inizieranno il loro primo atto alle 16.50 di martedì 16 agosto e pare francamente difficile che lo sprinter delle Fiamme Gialle allenato da Giangiacomo Contini possa tornare sui blocchi per le semifinali. L'obiettivo per il ventiduenne di Casalmaggiore è quello di migliorare il 20.31 con cui si è laureato Campione d'Italia e di superare Andrew Howe nella graduatoria all time della specialità. La nostra personalissima speranza invece è quella di venire smentiti e di vederlo aspettare lo sparo anche al secondo turno.
venerdì 29 luglio 2016
#RoadToRio - The rule 40. L'immagine è mia, ma la gestisce il Cio
Stai per coronare il sogno di tutta la tua carriera sportiva e fra pochi giorni sarai a Rio per partecipare alle Olimpiadi? Allora faresti meglio a leggere bene, molto bene, la "Rule 40", quella che disciplina i diritti di sfruttamento dell'immagine degli atleti olimpici.
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| La campagna contro la Rule 40 vola sulle ali dell'ironia |
Il vademecum che è stato distribuito anche agli azzurri in partenza per il Brasile (scaricabile a questo link) è piuttosto chiaro in merito: "La Rule 40, paragrafo 3, specifica: “Con l’eccezione dei casi permessi dal Consiglio Esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale, nessun concorrente, allenatore, coach o arbitro che partecipa ai Giochi Olimpici può permettere che la sua persona, nome, immagine o performance sportiva sia usata per scopi commerciali durante i Giochi Olimpici”.
Per poi proseguire con queste specificazioni: "La Rule 40 si applica all’uso del nome e dell’immagine della atleta in tutte le forme di advertising (che sia stampa, tv, radio, digital, affissione, etc.) e Social (Twitter, Facebook, Instagram, etc.)".
Ovviamente la regola 40 si applica esclusivamente ai brand che non hanno partnership a cinque cerchi, ma in occasione di Rio 2016 il Comitato Olimpico Internazionale ha diramato delle nuove linee guida sulla spinosa questione, che dovrebbero facilitare il rapporto fra le aziende che investono in pubblicità e gli atleti che fanno da testimonial ai loro prodotti.
Apparentemente almeno, perchè le deroghe alla normativa sono talmente cavillose da rendere in pratica impossibile effettuare una campagna di comunicazione minimamente efficace.
Gli sponsor che non hanno ottenuto il placet del Cio, per esempio, non possono incoraggiare l'atleta o congratularsi con lui sui social per sue buone prove, non possono postare sue foto che abbiano un anche minimo riferimento a Rio 2016. L'atleta non può postare, nemmeno sul suo sito personale, foto del villaggio olimpico o di se stesso all'interno degli impianti di gara se sulla stessa pagina figura un banner pubblicitario di un soggetto non certificato.
E via proibendo.
| Il congedo per la Rule 40 di Emma Coburn |
Un labirinto di prescrizioni talmente difficile da interpretare che molti atleti, per i quali l'apporto economico di queste aziende è assolutamente vitale, hanno preferito mettere a "bagnomaria" queste collaborazioni dal 27 luglio fino al 24 agosto, il periodo in cui sarà in vigore questa norma, per evitare a se stessi e ai loro mecenati cause civili dalle conseguenze imprevedibili.
Un problema non particolarmente sentito in Italia, dove i professionisti (ça va sans dire escludendo calcio e pochissimi altri sport di squadra) sono quasi tutti inquadrati nei gruppi sportivi militari, ma di fortissimo impatto nei paesi dove le partnership pubblicitarie fra atleti e aziende sono il meccanismo che permette di potersi allenare come viene richiesto a chi si trova ai massimi livelli mondiali e che non ha mancato di suscitare forti polemiche alla vigilia del coprifuoco comunicativo.
Se siete i responsabili della comunicazione di società che sponsorizzano atleti olimpici ricordate che non potrete utilizzare nelle vostre inserzioni termini quali: "Oro", "Argento", "Bronzo", "Podio", "Italia Team", ma anche le apparentemente innocue "Vittoria", "Brasile" e la perniciosa "Estate".
Com'era il motto di De Coubertin? L'importante è partecipare? Agli utili.
News - Alcolizzati di tutto il mondo unitevi!

Correte sul sito di una compagnia low cost e acquistate un volo per Londra, avrete tempo di leggere l'articolo dopo.
Vale la pena di passare un po di tempo a cercare un biglietto perchè domenica l'Allianz Park di Greenland, un sobborgo nella parte nord della capitale britannica ospiterà la prima edizione del Beer Mile World Classic fuori dagli Stati Uniti.
Il "Campionato Mondiale di miglio Birrato" è alla sua quarta edizione dopo le due tenutesi a Austin (Texas) e a San Francisco (California) e per la prima volta avrà come teatro una vera pista di atletica dopo essere stato ospitato su percorsi improvvisati ricavati nel parcheggio di un ristorante e in un vecchio circuito automobilistico.
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| Lewis Kent |
Per chi non conoscesse le semplicissime regole della competizione facciamo un breve riassunto: ogni concorrente prima di partire e ad ogni passaggio sulla linea del traguardo deve scolarsi una birra, scelta da lui secondo il proprio gusto, da 12 once (35 centilitri, il corrispondente americano delle "birre piccole" italiane). Chi dovesse lasciare più di 4 once (11 centilitri) nella bottiglia o peggio rigettare verrebbe automaticamente squalificato dalla gara.
Attualmente il record mondiale appartiene al ventiduenne canadese Lewis Kent che nello scorso dicembre ha percorso il miglio alcolico in 4.47.17 ingurgitando quattro Amsterdam Blonde.
www.beermile.com il sito ufficiale del beermile
www.beermileworldclassic.com il sito della manifestazione
lunedì 25 luglio 2016
"On your marks!" - Bydgoszcz 2016. Sipario. Chiappinelli cancella Panetta, quinto posto e record
Il racconto dell'ultima giornata dell'edizione 2016 dei Campionati Mondiali Under 20 di Bydgoszcz.
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| Elvira Hermann |
100 ostacoli F - Finale
La nigeriana Amusan e la non ancora sedicenne Usa Tia Jones erano arrivate in Polonia precedute dalle loro prestazioni di quest'anno che restringevano a loro due la lotta per il titolo. Ma, come abbiamo già avuto occasione di ribadire in queste cronache mondiali, i pronostici vanno confermati sul campo. Le due big lo hanno fatto vincendo con facilità nei primi due turni , anche se non impressionando in modo particolare, ma sono mancate nel momento decisivo. A dare la zampata vincente è stata invece la bielorussa Elvira Hermann, outsider di lusso della vigilia, che già nei turni preliminari aveva mostrato di essere in condizione migliorando il record nazionale fino a 12.97. Nella gara per l'oro la Hermann si è ulteriormente superata migliorando anche il record dei campionati (12.85) ma ha dovuto aspettare la lettura del fotofinish per avere la certezza della vittoria davanti alla giamaicana Rushelle Burton, che ha accusato un ritardo di soli due centesimi, e alla Jones (12.89).
Notevole il miglioramento con record nazionale della Burton che era ferma a 13.21 prima di questi mondiali.
3000 siepi M - Finale
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| Yohanes Chiappinelli |
Non poteva chiedere di più a questo mondiale Yohanes Chiappinelli che, insieme al quinto posto della finale iridata, porta con sè a Siena anche l'annoso record italiano della specialità che Francesco Panetta aveva stabilito a Firenze nel 1982. 8.32.66 per il Campione Europeo di Eskilstuna che è anche il primo dei terrestri. Il quartetto di oggetti volanti non identificati che ha dominato la competizione aveva in cima alla fila il keniota Amos Kirui che in 8.20.43 ha staccato in volata l'eritreo Haileselassie (8.22.67), l'etiope Wale (8.22.83) e l'altro rappresentante del Kenya Ruto (8.22.84)
Salto in alto F - Finale
Con l'assenza pesante di Vashti Cunningham, Michaela Hruba (Rep. Ceca) figurava in cima alla lista delle probabili aspiranti al titolo insieme a Yuliia Levchenko. La differenza fra le due l'ha fatta la quota, non proibitiva di 1.89, dove l'ucraina ha inaspettatamente inanellato tre nulli mentre la ceca è passata al primo tentativo. Tra loro si è inserita la messicana Esquivel che alla terza rincorsa ha valicato la quota killer dell'ucraina. La ceca si è poi ripetuta a 1.91m prima di cedere a 1.95m.
Lancio del disco M - Finale
Un Clemens Prufer assolutamente irriconoscibile ha lasciato via libera all'ennesima "novità" del mondo dei lanci: la vittoria di un quatariota, Mohammed Ibrahim Moaaz nel lancio del disco.
Novità a cui spesso stanno dietro allenatori europei richiamati dal fascino dei petrodollari e una disinvolta politica di naturalizzazioni, fatto sta che il medagliere si riempie di bandierine sconosciute nel recente passato. A Moaaz è stato sufficiente il suo primo, e unico lancio valido, a 63.63m per assicurarsi la vittoria davanti al polacco Stachnik (62.83m) e al bielorusso Zhuk (61.70m). Quinto l'oro del getto del peso Bukowiecki, discobolo "per hobby", a 59.71m
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| Mohammed Ibrahim Moaaz |
1500 metri F - Finale
Seconda doppietta consecutiva per l'Etiopia in un mondiale Juniores, questa volta grazie a Adanech Anbesa e Fantu Worku, seconda e terza del ranking stagionale mondiale. Una gara piuttosto veloce fin dalle prime battute che si è conclusa con un tutt'altro che disprezzabile 4.08.07 per la vincitrice con la compagna di squadra a 4.08.43 e la statunitense Christina Aragon che si è conquistata il bronzo chiudendo in 4.08.71.
800 metri M - Finale
Quando Donovan Brazier ha deciso di restare a casa per preparare le valigie per Rio de Janeiro è stato subito chiaro che il titolo degli 800 sarebbe diventato una faida fra kenioti. Così è stato con gli atleti di Nairobi a emulare le etiopi dei 1500 portando nella rift valley la seconda doppietta consecutiva nella specialità. 1.44.95 il tempo con cui si è imposto Kipyegon Bett davanti al connazionale Willy Kiplimo Tarbei (1.45.50) tempo che lo pone al quarto posto delle liste stagionali. A completare il podio, nel pieno rispetto di quanto si ipotizzava alla vigilia, il marocchino Smaili in 1.46.02.
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| Baboloki Thebe |
4X400 metri M - Finale
La domanda pre-gara era questa: basterà un fuoriclasse come Baboloki Thebe affiancato da un ottimo Karabo Sibanda e da due discreti comprimari a tenere a bada lo squadrone statunitense senza una personalità spiccata ma con quattro atleti di altissimo livello? La risposta è stata negativa e forse proprio perchè Thebe, e in misura minore Sibanda, non sono riusciti a fare la differenza come avrebbero voluto e potuto. Troppo risicato il vantaggio con cui l'ultimo frazionista del Botswana Xholani Talane ha ricevuto il testimone per poter sperare di resistere al ritorno di William London III e nonostante il tentativo di resistenza gli africani si sono dovuti accontentare dell'argento condito dal record continentale di categoria. Terzo posto per i giamaicani staccati di un paio di secondi.
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| Anna Cockrell |
4X400 metri F -Finale
Si sarebbe portati a pensare che un'atleta che partecipa ai campionati mondiali, anche se juniores, sappia come si corre una staffetta. Evidentemente non è sempre vero se si prende in considerazione la frazione che la giamaicana Stacey-Ann Williams ha compiuto rimanendo in seconda corsia. Dopo il primo giro in cui le statunitensi avevano accusato un lieve ritardo sulle caraibiche, la rimonta era già iniziata grazie a un'impressionante Anna Cockrell capace di chiudere la sua parte di gara in 50.9, rimonta compiuta definitivamente nella terza fase dove la Williams, forse anche per il suo errore ha fatto registrare un over 54" assolutamente inadeguato a un simile palcoscenico.
Medaglia di bronzo per il quartetto canadese che ha sopravanzato di pochissimo la Germania. Ottave le italiane Mangione, Borga, Tirnetta e Marchiando
domenica 24 luglio 2016
"On your marks!" - Bydgoszcz 2016. Quinta giornata. India, British Virgin Island....il mondo si allarga
Nessuna delle trentatre medaglie della penultima giornata è finita al collo di un azzurro, ma i settimi posti di Sara Fantini nel martello e della 4X100 maschile e il decimo di Matteo Capello nell'asta rendono comunque sereno il cielo su casa Italia.Marcia 10 km M - Finale
Il primo colpo di pistola del mattino di Bydgoszcz è quello che da il via alla lotta per le medaglie della marcia. Se ci fosse un premio per la combattività Callum Wilkinson avrebbe fatto l'accoppiata con la medaglia d'oro. Quando ha battezzato il ritmo come troppo lento il britannico non ha indugiato a selezionare il gruppo con le sue accelerazioni che hanno portato alla formazione sugli ultimi giri di un plotoncino di quattro elementi con l'ecuadoregno Amores, l'etiope Algaw e il turco Korkmaz. Ennesimo strappo alla campana che mette in mostra le difficoltà dell'africano. Arrivo allo sprint dove lo spunto di Williamson avuto la meglio sul sudamericano e sul turco. Bravi il fabrianese Giacomo Brandi (quindicesimo) e il fiorentino Coppini (trentaseiesimo) entrambi al personale.
La Polonia non porta bene a Leonardo Fabbri che rimane deluso anche dalla gara del disco. Per lui soltanto 52.09m, oltre cinque metri al di sotto del personale che lo avrebbe portato in finale, e due nulli. Decisamente qualcosa non ha funzionato in questa trasferta mondiale.
5000 metri F - Finale
Le 10.30 del mattino non sono un orario abituale per assegnare un titolo iridato in una gara di mezzofondo prolungato, ma l'ora inconsueta non cambia la tradizione di queste specialità.
Bisogna scorrere la classifica fino all'ottavo posto della giapponese Kaseda per trovare una non africana di fatto. Le atlete del Bahrein non possono di certo essere considerate asiatiche.
Oro per l'etiope Kalkidian Fentie che si migliora di oltre un minuto fino a 15.29.64, poco meno di due secondi più indietro la keniota Chepkirui e Rebitu (Bahrein)
Salto Triplo F - Finale
Completamente stravolti i pronostici della vigilia con la cubana Davisleydi Velazco che sembra irriconoscibile e si ferma in un malinconico dodicesimo posto a 12.83m.
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| Ting Chen |
La medaglia d'oro resta oltre un metro più in là grazie al 13.85m che per la cinese Ting Chen rappresenta il secondo miglioramento del pb dopo quello già ottenuto in qualifica. Due gare più che proficue per lei che partiva da un 13.54m che in teoria la vedeva fuori dai giochi per la vittoria.
Personale anche per la greca Romeou che si ferma a 13.55m per l'argento e miglior salto dell'anno per la rumena Anitei a 13.49m.
4X400 F - Batterie
Serve arrivare almeno terze per prenotare una corsia in finale per la staffetta del miglio e Borga, Tirnetta, Marchiando e Mangione portano a casa il compito in 3.38.23 con lo stesso tempo al centesimo delle padrone di casa. Su un altro pianeta le quattro giamaicane che fanno il miglior tempo dell'anno in 3.33.18.
4X400 m - Batterie
Biglietto per la finale conquistato anche per la staffetta maschile che schierava Mezzaluna, Aceti, Lopez e Sibilio, il neo campione europeo under 18 dei 400 ostacoli. 3.09.42 il crono con cui gli azzurri hanno agguantato il terzo posto che mette la "Q" maiuscola di fianco al risultato.
Martello F - Finale
Sara Fantini piazza un primo lancio a 59.56m che fa sognare. Purtroppo secondo e terzo turno non danno i frutti sperati e la lanciatrice del Cus Parma è la prima delle escluse dai tre lanci di finale e per lei si apre il dilemma classico: essere soddisfatta per il settimo posto mondiale o avere un po' di rammarico per una medaglia che era nelle sue possibilità? Parere peresonale: Pollice alto Sara!
Il podio: Llano (Norvegia) 64.33m, Hulley (Australia) 63.47m, Koskinen (Finlandia) 62.49m.
Salto con l'asta M - Finale
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| Deakin Volz |
Il torinese Matteo Capello non è uno che si accontenta e fa bene. Entra a cinque metri, supera i 5.20m al secondo, poi buona la prima a 5.30m, la quota del personale. A questo punto decide di passare a 5.40m, quota che poteva essere buona per fare la differenza. Niente da fare e decimo posto per lui, ma complimenti per il carattere. Sul gradino più alto del podio L'americano Deakin Volz che si è arrampicato fino a 5.65m (più 5 centimetri sul personale) davanti al'australiano Marschall (5.55m) e lo svedese Duplantis che lascia, un po' a sorpresa la medaglia di legno al greco Karalis che era uno dei più attesi.
100 ostacoli F - Semifinale
Anche Nicla Mosetti figura nella lista degli azzurri che possono tornare a casa con un bel sorriso stampato sul viso. Il bilancio personale della triestina vede nella colonna "+" il passaggio in semifinale e il personale ritoccato di un centesimo (13.77). Si poteva chiedere di più?
200 metri F - Finale
Il Bahrein si porta a casa un'ennesima medaglia d'oro grazie alla nigeriana naturalizzata Odiong che tira la curva benissimo e arriva sul traguardo con un buon margine in 22.84. La colombiana Rivera si rifà della delusione sui 100 metri con un argento che arriva con il nuovo pb a 23.21, mentre la francese Raffai si mette al collo la medaglia di bronzo in 23.48.
Lancio del giavellotto M - Finale
Ribadiamo il concetto: l'atletica è sempre più globale e il giavellotto sembra essere diventato la specialità che meglio rappresenta questa trasformazione.
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| Neeraj Chopra |
L'epoca in cui le classifiche erano dominate da atleti del vecchio continente sta finendo nel cassetto grazie a una nuova generazione di lanciatori. Ieri è toccato all'indiano Neeraj Chopra che al secondo passaggio in pedana si è preso la medaglia d'oro e ha aggiunto un paio di metri al record mondiale junior del lettone Sirmais con una cannonata da 86.48m. La linea degli 80 metri è rimasta tabù per tutti tranne che per il sudafricano Grobler (80.59m) che ha superato nella lotta per l'argento Anderson Peters, 79.65m da Grenada, altro paese dalla tradizione non proprio consolidata.
5000 metri M - Finale
Niente di nuovo sotto il sole nell'andamento dei dodici giri e mezzo. Davanti la marea nera che impone ritmi impraticabili per tutti gli altri e dietro, appunto, tutti gli altri.
L'eritreo Kifle si incarica di dettare l'andatura e chiude i primi due chilometri in 5.26. A dargli il cambio si presenta in testa il keniota Wesley Ledama che decide di dare un'altra scrollatina al gruppo di testa che dopo due giri si riduce a sole cinque unità. Alla fine Kifle e Koech (Kenia) abbandonano la compagnia molto prima del traguardo e la questione medaglie diventa una questione privata fra Barega (Etiopia), Direh (Gibuti) e Ledama che si piazzano in quest'ordine al termine dello sprint assassino lanciato a 150 metri dall'arrivo.
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| Aaron Kifle |
Gli azzurri Polikarpenko e De Caro se la cavano piuttosto bene per essere "visi pallidi" e chiudono entrambi al di sotto dei loro precedenti personali. 14.20.39 e 14.48.82.
400 ostacoli M - Finale
Il giamaicano Jaheel Hyde è meno fenomeno del solito, ma questo non basta all'americano Taylor McLaughlin per strappargli dal collo quella medaglia che gli era stata assegnata dai pronostici. Hyde si "limita" a chiudere in 49.03 per vincere senza patemi, a McLaughlin servono 42 centesimi in più per concludere la sua fatica e sul terzo pennone sventola una bandiera che non ha troppa dimestichezza con le manifestazioni internazionali, quella delle Isole Vergini Britanniche grazie al 49.56 di bronzo di Kyron McMaster.
4X100 M - Finale
Lo spoiler aerodinamico di Nicholas Artuso taglia bene l'aria di Bydgoszcz, ma i cambi non sono proprio esaltanti, soprattutto il secondo che già in batteria non era sembrato brillantissimo.
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| Kyron McMaster |
Quando il testimone arriva a Tortu il distacco è già sensibile, ma il lanciato di "San Filippo" riesce ancora una volta nel miracolo di risalire almeno una posizione. Gli americani fanno...gli "americani" e piazzano il miglior risultato stagionale (38.93) davanti al Giappone che riscrive il record continentale di categoria in 39.01. Terzo posto per i tedeschi che portano il primato di Germania a 39.13.
4X100 F - Finale
Se la medaglia d'oro della staffetta andasse a chi esegue meglio i cambi la squadra americana non sarebbe nemmeno finita vicino al podio, ma poichè la regola vuole che a vincere sia chi porta più velocemente il testimone al traguardo...
Avere poi una come Candace Hill a dover concludere lo sforzo aiuta non poco a portare a casa il risultato. La vincitrice dei cento ha preso il bastoncino in terza posizione e ha annichilito la frazionista francese e quella tedesca che hanno soltanto potuto guardarla scivolare via. 43.69 per il quartetto a stelle e strisce, 43.82 per le "bleus" e 44.18 per la Germania
sabato 23 luglio 2016
"On your marks!" - Bydgoszcz 2016. Quarta giornata. Zayas sul tetto del mondo. Norman Jr fa "cento" per gli Usa
La migliore notizia della quarta giornata di gare è che il martello dello spagnolo Alberto Gonzalez che è finito sul tavolo della giuria non ha ucciso il giudice. Tutto il resto passa in secondo piano, ma lo raccontiamo ugualmente.
100 ostacoli F - Batterie
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| Abigail Gyedu |
Nicla Mosetti impiega 13.72 per superare i dieci ostacoli, solo quattro centesimi in più di quanto le era servito per vincere il titolo italiano a Bressanone e oggi anche la fortuna è dalla sua parte. Il suo è l'ultimo tempo di ripescaggio per la semifinale. Disco rosso invece per Abigail Gyedu per lei però c'è la soddisfazione di aver portato il personale a 13.96.
800 metri M - Batterie
C'è veramente poco da dire. Dopo un contatto ravvicinato con un virus e dopo aver passato un giorno e mezzo a letto se corri un 800 in 1.55.92 sei sulla buona strada per fare i miracoli. Tanto di cappello per Gabriele Aquaro.
1500 metri F - Batterie
Chiara Ferdani ci ha provato fino all'ultimo a inseguire il sogno proibito di agguantare un posto in finale nonostante gli accrediti la mettessero nella parte bassa della starting list.
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| Alexa Efraimson |
Una gara dall'andatura piuttosto sostenuta gestita prima dall'americana Efraimson, poi dall'etiope Worku che quando manca un giro e mezzo alla fine decide di cambiare marcia. Se ne vanno in quattro e le altre restano a lottare contro il cronometro. Lotta vinta con il nuovo personale di 4.23.07,
ma l'ultimo tempo di ripescaggio è a poco più di un secondo.200 metri F - Batterie
L'avventura polacca di Sofia Bonincalza dura 24 secondi 14 centesimi e una frazione di staffetta. La lombarda ha un grosso credito con la fortuna: per la semifinale servivano soltanto tre centesimi in meno.
4X100 F - Batterie
E' notorio che la dea bendata giochi un ruolo importante nella staffetta veloce e la prima batteria di oggi lo ha confermato ancora una volta.
Trinidad non si presenta sui blocchi, Paesi Bassi e Repubblica Ceca non portano al traguardo il testimone, la Giamaica viene squalificata. Risultato vittoria spagnola in 45.10 e secondo posto e finale per le incredule ecuadoregne con un modestissimo 46.20, peggior tempo del turno.
Formazione Italiana. Zaynab Dosso è una formidabile partente, più che logico che ci sia lei in prima frazione. Poi Bonincalza, Niotta e Desola Oki a cui viene affidato il compito di chiudere il cerchio. Tutto perfetto fino all'ingresso sulla seconda curva quando qualche meccanismo si inceppa, sul finale Oki recupera e chiude in 45.50. Niente da fare per la finale.
Salto in alto m - Finale
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| Luis Enrique Zayas |
La gara perfetta da ieri sera esiste e l'ha realizzata un diciannovenne cubano che risponde al nome di Luis Enrique Zayas. Entrato in gara a una quota piuttosto bassa (2.05), il caraibico ha affrontato tutte le misure previste dalla progressione e le ha superate tutte al primo tentativo, compreso il salto a 2.27 che gli ha dato la medaglia d'oro e il record mondiale stagionale. Zayas non è il primo cubano a vincere un titolo mondiale juniores nell'alto, trent'anni fa ad Atene ci riuscì un tale Xavier Sotomayor.
Curiosità: la curva della rincorsa del salto in alto non è l'unica in cui se la cava bene, il suo personale sui 200 metri è di 21.64.
Il secondo gradino del podio è andato all'americano Darius Carbin che ha migliorato per due volte il personale all'ultimo tentativo disponibile prima a 2.23m poi a 2.25m. Bronzo per il "nipotino" di Mutaz Barshim, il quatariota Hamdi grazie al suo 2.23m passato alla terza prova.
Eptathlon
Una settimana fa l'austriaca Sarah Lager per soli 11 punti si piazzava seconda, non senza un po' di delusione, ai Campionati Europei under 18 di Tbilisi, oggi stacca di 35 punti la cubana Adriana Rodriguez nella corsa per la vittoria al titolo mondiale juniores con una gara tutta in rimonta, con le ultime due gare a fare la differenza. Stranezza (e bellezza) delle prove multiple.
Salto in lungo F - Finale
Come avevamo scritto nella preview dedicata a questa gara era assolutamente impossibile fare un pronostico su chi si sarebbe messo al collo la medaglia d'oro di questa gara perchè le ragazze erano tutte racchiuse in un fazzoletto e il fatto che la francese Yanis David abbia avuto la meglio sulla tedesca Sophie Weissenberg per soli due centimetri (6.42m il miglior balzo della transalpina) ha confermato la nostra convinzione. Anche la medaglia di bronzo ha preso la via di Parigi grazie al 6.33m di Hilary Kpatcha.
400 ostacoli M - Semifinale
E' mancato veramente poco a Gabriele Montefalcone per riuscire a fare quella che comunemente si definisce un impresa: essere uno dei migliori otto quattrocentisti a ostacoli del mondo. Il romano parte piuttosto bene e spinge a tutta, sul rettilineo finale le gambe si induriscono un po' ed è il carattere a continuare a spingere. Il 51.70 finale, a pochi centesimi dal personale, è la bella fotografia di una gara tutta al massimo.
3000 siepi F - Finale
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| Gabriele Montefalcone |
Una gara con la solita divisione Africa contro resto del mondo. Dopo un primo chilometro sul piede di 3.13, la diciassettenne keniota Chespol ha deciso di mettere un po di pepe alla gara dando uno strattone che ha preso a schiaffi il gruppo con il passaggio ai 2000 metri di 6.16. Da lì in poi una lunga cavalcata verso il 9.25.15 finale e lotta soltanto per il secondo posto andato all'etiope naturalizzata Bahrein Getnet in 9.34.08 e bronzo all'etiope rimasta in patria Belachew in 9.37.17.
Secondo titolo mondiale consecutivo dopo quello under 18 di Cali per la Chespol che ora può mettere nel mirino il record mondiale di categoria di 9.20.37. Ha altri due anni per riuscirci.
Lancio del martello M - Finale
La vittoria di Bence Halasz (Ungheria) che ha stampato un 80.93m di tutto rispetto ha confermato i pronostici della vigilia sui medagliati così come il bronzo del finlandese Jakkola arrivato a 77.88m.
Non si può nemmeno classificare come sorpresa l'argento dell'ucraino Piskunov che ha aggiunto più di mezzo metro al personale. A rubare la scena a tutti ci ha pensato lo spagnolo Gonzalez che dopo aver portato il personale a 75.52m ha infilato tre nulli, l'ultimo dei quali, come dicevamo in apertura, è rimbalzato contro la struttura della gabbia e solo per miracolo non ha causato una tragedia. Di certo una gara indimenticabile sia per il giudice rimasto ferito che per il lanciatore iberico.
400 metri M - Finale
Fuori il fenomeno del Botswana Baboloki Thebe per la sualifica per invasione di corsia, le porte per la vittoria si sono spalancate per Abdalelah Haroun (Quatar, 44.81) che non si è lasciato sfuggire l'occasione. Assolutamente evidente il divario fra il rappresentante del paese del golfo persico e tutti gli altri che si è manifestata in una differenza di circa 40 centesimi rispetto all'americano London (45.27) e e di 60 rispetto al connazionale di Thebe, Karabo Sibanda che ha chiuso in 45.45.
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| Abdalelah Haroun |
400 ostacoli F - Finale
La disarmante facilità con cui Anna Cockrell ha imposto distacchi da tappone dolomitico alle avversarie avrebbe potuto far pensare a uno spettatore distratto che si trattasse di una semplice batteria di qualificazione. Il 55.20 dell'americana, miglioratasi di sette decimi in un solo colpo, ha messo in fila la giamaicana Kalawan (56.54) e la canadese Santiago (56.90). Soltanto il fenomeno McLaughlin avrebbe potuto tenerle testa.
200 metri M - Finale
La medaglia d'oro numero 100 degli Usa nella storia dei Mondiali under 200 è arrivata nella tarda serata di ieri per merito di Michael Norman Jr. Il diciannovenne ragazzone di San Diego, un metro e ottacinque per 78 kg, la fascia con il baffo ben evidente sulla testa, ha vinto per distacco con il suo 20.17, record dei campionati a soli tre centesimi dal personale. Tlotliso Leotlela (Sudafrica) festeggia sulla distanza doppia la medaglia sfuggitagli per due centesimi sui 100 metri fermando il cronometro sul tempo di 20.59, mentre il giamaicano Nigel Ellis con 20.63 è davanti a Munyai (20.77) impedendo che siano due le bandiere di Pretoria a sventolare sullo stadio di Bydgoszcz
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